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Ti aspetto…in un sogno…

Caro Zio,

da che ho ricordo, non credo di averti mai chiamato diversamente, anche se non eravamo zio e nipote nel senso stretto della parola.

Chiamavo Zia anche tua madre e di conseguenza per me ancora bambina, se lei era tale e tu abitavi con lei, dovevi essere per forza Zio anche tu.

Che bizzarre associazioni a volte crea la mente di un bambino.

Te ne sei andato da poco e anche se è la fine di Agosto, sento forte l’odore di quel camino spento.

Come se in questo momento mi trovassi ancora a casa tua in pieno inverno.

Ti vedo seduto sulla sedia, ormai stanco non solo per l’età e per la malattia, ma anche per la vita stessa.

Quella vita che avevi scelto, rimanendo assieme a tua madre e accudendola fino all’ultimo respiro.

Qualcuno alla fine ti aveva chiesto anche il conto, senza pensare a quello che avevi già pagato in tanti anni.

Le lacrime scendono da sole, la tua voce risuona nella mia testa.

Il mio nome pronunciato con quel diminutivo, che ancora usavi nonostante i miei quarant’anni passati.

Mi viene in mente la nostra ultima conversazione, dove ti riportavo le voci di paese su una questione ambientale che ha visto insorgere una piccola rivolta popolare.

Mi hai detto: ‘Certo non siamo mai contenti, si va sempre avanti per punto preso!’

Come al solito avevi ragione!

Tu fai parte di quelle persone sagge, un po’ burbere, che non parlano mai, se non quando è necessario e che poche volte si sbagliano.

Sono felice di aver avuto l’onore di conoscerti e di viverti.

Adesso che non ci sei più spero tu possa fare buon viaggio, ma soprattutto spero che ovunque tu sia, abbia smesso di soffrire.

Immagino avrai acquistato di nuovo quella dignità persa con la malattia che tanto ti pesava.

Proprio tu che avevi fatto sempre tutto da solo…adesso non eri più in grado neppure di bere se non c’era qualcuno a darti un bicchiere d’acqua.

Chissà se in quell’ aldilà, in cui tu avevi smesso di credere, si può tornare anche solo per un saluto.

Intanto se puoi, saluta tu tutti quelli che non posso più salutare io e mi raccomando… ti aspetto in uno dei miei sogni.

Anche solo per sentirti pronunciare ancora il mio nome, con quel diminutivo che oggi che non sentirò più, acquista tutto un altro valore.

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Pubblicato da brure

Per sempre madre, forse un giorno non più compagna e finalmente moglie, fortunatamente ancora figlia, eterna sognatrice, troppo buona per ciò che mi circonda!